Giovanni Gaetano Orsini - che ascende al soglio pontificale il 25 novembre del 1276 con il nome di Niccolò III - nasce nel 1210 in seno a una delle più potenti famiglie romane. Questi suoi natali illustri spiegano il concetto principesco che il pontefice ha della sua persona e del suo ruolo: ama il lusso, la magnificenza e lo sfarzo, e non esita a procurarseli a qualunque costo, spesso anche a spese della Chiesa. Non a caso Dante gli riserva un posto nell'Inferno, tra i simoniaci, dove fa affermare al pontefice (XIX, 70-72):
[…] e veramente fui figliol dell'orsa,
cupido si per avanzar li orsetti,
che su l'avere, e qui me misi in borsa.
Di questo smoderato amore per il potere ed il lusso si avvantaggia grandemente - oltre ai suoi familiari, poiché Niccolò, stando alla testimonianza di Gregorovius, pratica "[…] un nepotismo che oltrepassa tutti i limiti" - la città di Roma, alla quale il pontefice si sentirà sempre intimamente e profondamente legato. Egli procede dapprima ad un restauro della Basilica di San Pietro; provvede poi a far ampliare il Palazzo Vaticano - che arricchisce con i famosi giardini - e ristruttura la basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, facendo riedificare la cappella di San Lorenzo, il cosiddetto Sancta Sanctorum, distrutto da un terremoto del 1207.
Papa Niccolò III presenta il modellino del Sancta Sanctorum a Cristo. Roma, Sancta Sanctorum