Il Castello e la sua storia
BONIFACIO IX (1389 - 1404) E LA NUOVA VITA DEL CASTELLO
Nel 1378 la guarnigione francese lasciata a presidio del Castello da Urbano V - il penultimo pontefice della cattività avignonese - testa l'ultimo ritrovato della tecnica bellica: il cannone. Lo testa sulla vicina Civitas Leonina, sparando bordate che distruggono strade e caseggiati. Per i romani è la goccia che fa traboccare il vaso. Dopo aver assediato il Castello - costringendo la guarnigione francese ad arrendersi per fame - riversano tutta la loro rabbia sul vecchio sepolcro di Adriano: vengono strappati pavimenti e rivestimenti parietali, colonne e stucchi sono fatti a pezzi, non si lascia traccia delle antiche decorazioni. La popolazione inferocita non riesce a raderlo al suolo come vorrebbe, ma lo riduce ad una rovina.
La rinascita ha inizio con papa Bonifacio IX: già nel 1395 inizia lo sgombero delle macerie prodotte dall'attacco della popolazione. L'architetto militare Niccolò Lamberti - su incarico del pontefice - attua quindi una serie di interventi volti a potenziare la struttura difensiva del castello: grazie all'abbattimento dei muri radiali situati alla base del corpo cilindrico viene ricavato ampio corridoio circolare interno, il cosiddetto ambulacro di Bonifacio IX; vengono chiusi il grande atrio romano di accesso e la rampa elicoidale, mentre è aggiunto un nuovo tratto alla rampa diametrale in modo da consentire un accesso alla Sala delle Urne; si provvede ad aprire un nuovo ingresso a metà altezza della mole cilindrica raggiungibile solamente attraverso una rampa di accesso ed un ponte levatoio; sulla sommità dell'edificio viene ricostruita la cappella dedicata a San Michele arcangelo.
Torna alla pagina precedente