Il napoletano Pietro Tomacelli sale al soglio di Pietro il 2 novembre 1389. I primi anni del suo pontificato sono dedicati a sanare i contrasti intestini alla Curia - che avevano fatto cadere in disgrazia, anche in ambito politico, la sede romana - causati dal suo predecessore Urbano VI. Nonostante gli sforzi compiuti in tale direzione, peraltro coronati da successo, Bonifacio IX è ricordato soprattutto per la sua grande avidità e per il costante bisogno di denaro che condizionano gran parte delle sua attività apostolica: per esaudire le costanti e pressanti richieste di una famiglia esigente - cui assegna prestigiose cariche e rilevanti benefici ecclesiastici - Bonifacio non esita a vendere cariche ecclesiastiche a chiunque sia in grado di pagarle adeguatamente, macchiandosi di simonia e mercimonio e spremendo ogni possibile fonte di denaro. Anche i due Giubilei indetti durante il suo pontificato - quello del 1390, già emanato da Urbano VI, e quello straordinario del 1400 - si rivelano un'abile manovra speculativa del pontefice. Egli infatti introduce una novità: per ottenere l'indulgenza plenaria non è più necessario recarsi in pellegrinaggio a Roma, ma è sufficiente versare alla Chiesa l'equivalente delle spese di viaggio e di soggiorno, cui si aggiunge una cifra forfetaria in sostituzione degli itinerari penitenziali. Bonifacio IX muore il 1° ottobre 1404 e secondo il Gregorovius "ancora sul letto di morte lo tormentava la bramosia di denaro".
Statua di Papa Bonifacio IX. Roma, Basilica di San Paolo fuori le mura