Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Museo Nazionale di Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

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PONTE SANT'ANGELO ED IL CROLLO DEL 1450

L'anno Santo del 1450 - detto anche Anno d'Oro dall'apertura, nella basilica di San Pietro di una Porta d'Oro come porta giubilare - nonostante l'ennesima pestilenza che flagella la città di Roma e che costringe ad una poco lusinghiera fuga persino papa Niccolò V, vede una straordinaria partecipazione di fedeli, con grande soddisfazione per osti e albergatori romani, che vedono le loro casse rimpinguarsi. Le celebrazioni sono però funestate da un grave incidente, il 19 dicembre durante l'ostensione della Veronica: presso il Ponte Elio, una mula su cui viaggiano due pellegrine si imbizzarrisce ed inizia a scalciare furiosamente. Sotto la pressione della folla presa dal panico, i parapetti del ponte cedono, crollando rovinosamente e trascinando nella caduta quanti transitano in quel momento. Stando alla cronaca di Stefano Infessura (1436 - 1500 ca.) "[…] lì vi morsero persone doicento, e tre cavalli affocati, et la ditta mula et molti ne cascarono in fiume". Dopo il grave incidente Niccolò V fa edificare due cappelle all'imbocco sinistro del ponte e fa ampliare lo spazio antistante trasformandolo nella cosiddetta Piazza del Ponte, in modo da consentire un più agevole deflusso e transito dei pellegrini. La piazza per molti secoli farà da teatro alle pubbliche esecuzioni ed all'esposizione dei cadaveri dei giustiziati.

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