La Sala Paolina costituisce indubbiamente l'ambiente di maggior prestigio degli appartamenti farnesiani in particolare e dell'intero Castello in generale, destinato ad accogliere ambasciatori e visitatori illustri: un vero e proprio salone di rappresentanza e, in quanto tale, dotato di un apparato decorativo fastoso e curatissimo, tale da destare immediatamente l'ammirazione e la meraviglia dei visitatori. Il complesso ciclo di affreschi - realizzato tra il giugno 1545 ed il settembre 1547 dal toscano Perin del Vaga e dalla sua bottega - è finalizzato all'esaltazione della figura di Paolo III, ritratto quale ideale trait-d'union tra i fasti della Roma imperiale - che rivivono nel suo pontificato illuminato - e lo splendore della cristianità. L'impatto scenico del salone d'onore fastosamente decorato è ulteriormente enfatizzato dalla porta ritagliata nella parete meridionale, che, attraverso una breve rampa di scale, immette direttamente alla piccola loggia di Giulio II affacciata sul Tevere e sulla città e che sottolinea anche l'abilità degli architetti paolini, oculati sfruttatori delle preesistenze.
Sala Paolina
Perin del Vaga e aiuti, I due servitori, affresco, particolare. Sala Paolina
Pellegrino Tibaldi, L'Arcangelo Michele, affresco. Sala Paolina
Girolamo Siciolante, L'Imperatore Adriano, affresco. Sala Paolina