Giulio II della Rovere fa realizzare la bella loggia affacciata sul Tevere intorno al 1505 con lo scopo di alleggerire ed ingentilire la mole massiccia del Castello, caratterizzandola, allo stesso tempo, attraverso un elemento di stile tipico delle dimore signorili rinascimentali. Si ritiene che il progetto della loggia - che con la sua elegante architrave sorretta da due esili colonnine, sostituisce un preesistente balcone scoperto - sia da attribuire a Giuliano da Sangallo, architetto prediletto dal pontefice, incaricato, tra l'altro della direzione dei lavori di ristrutturazione di Castello.
Loggia di Giulio II. Veduta dall'esterno
Loggia di Giulio II. Veduta dalla sommità della scalinata di accesso alla Sala Paolina