Percorsi tematici
La trasformazione dell'edificio da monumento funerario ad avamposto fortificato ha inizio già intorno al 271 d.C. quando, sotto l'imperatore Aureliano, viene adattato a fortezza; tale processo riceve un impulso decisivo ed irreversibile con l'inclusione dell'edificio - nel 403 -nel tracciato delle mura Aureliane: l'antico sepolcro adrianeo si trasforma definitivamente in un avamposto fortificato a difesa della città. L'assunzione di tale funzione è determinata innanzitutto dalla posizione 'strategica' del Castello - che controlla l'accesso settentrionale alla città - e dalla sua prossimità alla basilica Vaticana ed all'attiguo quartiere di Borgo.
Lungo un arco di circa dieci secoli, dunque, gli interventi volti a migliorare e ad adeguare la struttura dell'edificio alle esigenze difensive si susseguono senza soluzione di continuità, per culminare nelle trasformazioni volute da Antonio da Sangallo il Vecchio sotto il pontificato di papa Alessandro VI (1492 - 1503), che sanciscono la definitiva consacrazione dell'antico edificio in avamposto fortificato. Degli antichi sistemi difensivi - resi completamente inutili nel XVII secolo con l'avvento delle armi da fuoco - sopravvivono oggi l'antica Marcia Ronda - il camminamento che corre lungo le mura merlate del Castello; i quattro bastioni angolari dedicati agli Evangelisti; Il Giretto Coperto ed il Giretto Scoperto, la cinta bastionata pentagonale esterna ed il Passetto di Borgo, che collega i Palazzi Vaticani al castello. Hanno svolto un ruolo cruciale in caso di assedio, anche i localo adibiti a depositi per l'olio ed il grano, voluti da papa Borgia ed oggi non accessibili.
Il Castello fortificato, disegno di Ludovico Bisi,
tratto da "Breve visita al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo",
Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano.
Roma, Mondatori Electa 2004.
Torna alla pagina precedente