Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Museo Nazionale di Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

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GLI AFFRESCHI DELLA SALA DI AMORE E PSICHE

Le scene della celeberrima favola di Amore e Psiche, che qui segue la narrazione fatta da Apuleio ne L'Asino d'Oro (II secolo d.C.), si rincorrono lungo le pareti della piccola stanza – realizzate da una equipe di pittori sotto la direzione di Perin del Vaga tra il 1545 ed il 1546 - inquadrate da elementi architettonici e scultorei dipinti.
Psiche è una giovane tanto bella da spaventare i possibili fidanzati. La dea Venere, gelosa di tanta avvenenza, ordisce una trama diabolica con la complicità del figlio Amore: fa predire da un oracolo che la ragazza debba essere esposta su una rupe solitaria e lì attendere che un orribile mostro la rapisca per farne la sua sposa. Amore, però, vedendola, si innamora perdutamente di lei, ed incarica il dolce vento occidentale Zefiro di condurla in una valle incantata. Qui, in un sontuoso palazzo di marmo, il dio visita tutte le notti Psiche, ma ad una, irrevocabile condizione: la fanciulla non potrà mai vederlo, altrimenti lo perderà per sempre. Psiche cede però alla curiosità, ed una notte, munitasi di una lampada ad olio, illumina il suo giovane amante addormentato: tanto è lo stupore nel vedere dinnanzi ai propri occhi un bellissimo dio che la mano le trema ed una goccia di olio bollente cade dalla lucerna, svegliando Amore. Costernato, il dio non può far altro che abbandonarla. Disperata Psiche cerca per tutta la terra il suo amore perduto (è proprio il caso di dirlo), implorando gli dei e muovendo a pietà Giunone e Cerere, dea delle messi e della terra.
Alla fine anche la severa Venere cede, ma solo a condizione che Psiche superi quattro prove. L'ultima, la più difficile, la porta addirittura agli Inferi per riempire raccogliere in un vaso l'acqua della giovinezza custodita da Proserpina. Sulla via del ritorno Psiche apre l'ampolla proibita e subito cade in un sonno profondo. E' ora compito di Amore svegliarla con la puntura di una delle sua frecce e di portarla con sé sull'Olimpo dove Giove acconsente finalmente alle nozze dei due giovani.
Tra il settembre 2005 ed il maggio 2006 gli affreschi soni stati oggetto di un accurato restauro effettuato sotto la direzione di Rossano Pizzinelli: l’intervento ha provveduto alla rimozione dei depositi polverosi e grassi fissatisi sulla superficie dipinta, nella stuccatura delle piccole lacune presenti e nella loro successiva reintegrazione pittorica con velature ad acquarello.



Psiche sveglia Amore, particolare della decorazione dipinta della Sala di Amore e Psiche

Psiche sveglia Amore,
particolare della decorazione dipinta della Sala di Amore e Psiche


Particolare del soffitto ligneo, Sala di Amore e Psiche

Particolare del soffitto ligneo,
Sala di Amore e Psiche


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