Il Castello e la sua storia
ANTONIO DA SANGALLO IL GIOVANE (FIRENZE, 1484 - TERNI, 1546)
Nato a Firenze da una famiglia di apprezzati architetti, Antonio da sangallo il Giovane supererà di gran lunga la fama dei suoi zii, Giuliano ed Antonio il Vecchio. Proprio con loro inizia il suo apprendistato e nel 1503, a diciannove anni, segue Giuliano a Roma, dove incontra Donato Bramante, di cui ben presto diviene allievo ed il cui stile lo influenzerà profondamente. La città del papa diviene la residenza naturale del giovane Antonio, che proprio a Roma realizza le sue opere maggiori: la bellissima chiesa in mattoni e travertino di Santa Maria di Loreto, presso la Colonna Traiana, maestosa e solenne nonostante le dimensioni relativamente contenute; la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, lasciata incompiuta da Jacopo Sansovino; la Cappella Paolina e la Sala Regia dei Palazzi Vaticani e le aggiunte alle mura ed alle fortificazioni della Civitas Leonina; la parte inferiore dello splendido cortile di Palazzo Farnese, sobrio ed elegante, ispirato dalla struttura esterna del Colosseo ed in seguito completato da Michelangelo. Poco distante, in Via Giulia, l'architetto edifica la sua stessa dimora, oggi nota come Palazzo Sacchetti, ma tuttavia pesantemente e radicalmente rimaneggiata nel corso dei secoli successivi, al punto di non conservare quasi nulla dell'aspetto originario. In seguito al sacco di Roma del 1527, Antonio è attivo prevalentemente come architetto militare fuori città: sue sono, ad esempio, le fortificazioni di Ancona o il Pozzo di San Patrizio ad Orvieto, ingegnosamente scavato nella roccia e dotato di una doppia scala spiraliforme.
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