Il Castello e la sua storia >> Dal Rinascimento ai nostri giorni
CLEMENTE VII (1523 - 1534) ED IL SACCO DI ROMA DEL 1527
All'alba del 6 maggio 1527 un esercito di 18.000 mercenari formato in gran parte da lanzichenecchi tedeschi, al comando del conestabile Carlo di Borbone dà l'assalto alla Città leonina, riuscendo a penetrare in Vaticano. I soldati trucidano la milizia romana, la Guardia Svizzera a difesa del Palazzo e della basilica di San Pietro, preti e monache, ed anche tutti gli ammalati ricoverati presso l'Ospedale di Santo Spirito. Non soddisfatti appiccano il fuoco a case, chiese e conventi, lanciandosi in saccheggi e violenze. Una parte della popolazione - circa tremila persone, in gran parte donne e bambini - fa in tempo a rifugiarsi all'interno delle mura di Castel Sant'Angelo, così come papa Clemente VII, lesto a percorrere il Passetto di Borgo per mettersi in salvo. Entro sera Roma è nelle mani dell'esercito invasore, che continua per sette giorni e sette notti le sue scorrerie in una città di fantasmi. Convinti che i nobili romani abbiano nascosto i loro tesori nelle viscere della città, i mercenari iniziano a scandagliare le fogne; dopo alcuni giorni si verificano i primi casi di peste tra i lanzichenecchi. Dopo meno di una settimana l'epidemia dilaga a Roma, giungendo a mietere vittime fin dentro le mura di Castel Sant'Angelo. La fortezza tuttavia non cede e solo dopo un mese di assedio, il 5 giugno una guarnigione imperiale riesce a penetrar tenendovi prigioniero Clemente VII ed il suo seguito.
Incisione da H. van Cleef, Il passetto di Borgo con Castel Sant'Angelo
Matthäus Merian, Sacco di Roma 6 maggio 1527. Acquaforte da Johann Ludwig Gottfried, Historische Cronica