Il Castello e la sua storia >> Dal Rinascimento ai nostri giorni
CLEMENTE VII MEDICI (1523 - 1534)
Giulio de Medici è figlio di Giuliano, vittima della congiura dei Pazzi, e nipote di Lorenzo; suo cugino Leone X - papa dal 1513 al 1521 - lo crea dapprima arcivescovo e quindi cardinale ed in qualità di vicecancelliere della Chiesa cattolica. Il giovane prelato mostra immediatamente buone doti diplomatiche. Quando nel 1523 sale al soglio di Pietro assumendo il nome di Clemente VII, sembra non mancare alcuna premessa per un pontificato luminoso ed autorevole. Le aspettative, purtroppo, vengono bruscamente deluse. Incerto ed ambiguo, artefice di una incomprensibile politica di alleanze che lo porta a legarsi dapprima ai francesi, quindi agli spagnoli e poi di nuovo ai Francesi, Clemente VII finisce per causare l'isolamento dello Stato Pontificio, facile preda per le truppe mercenaria di Carlo di Borbone. Né maggior successo riscuote nell'ambito della tutela della dottrina cristiana: sotto il suo pontificato la Chiesa Luterana si organizza in Chiesa di Stato sancendo il distacco definitivo ed irreparabile da Roma; poco tempo dopo è l'Inghilterra a separarsi, con il divorzio di Enrico VIII dalla prima moglie Caterina di Aragona e la costituzione della Chiesa Anglicana. In entrambe le situazioni Clemente VII dimostra tutta la sua incapacità ad arginare una situazione religiosa disastrosa. Leopold von Ranke, eminentissimo storico e fondatore della moderna storiografia, afferma che Giulio de' Medici "è stato il più sventurato di tutti i papi che siano saliti sul trono romano".
Sebastiano del Piombo, Papa Clemente VII, 1526 circa. Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte