Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Museo Nazionale di Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

  Il Castello e la sua storia >> Dal Rinascimento ai nostri giorni

PAOLO III FARNESE (1534 - 1549)

Il cardinale Alessandro Farnese è eletto papa con il nome di Paolo III nel 1543, dopo soli due giorni di conclave. Per molti aspetti incarna e ripete il cliché del pontefice rinascimentale, preoccupato maggiormente dagli affari mondani che da quelli divini: creato cardinale grazie all'intercessione della sorella, la bella Giulia Farnese amante di Alessandro VI, rivela subito un inevitabile penchant per la vita dissoluta e libertina, mettendo al mondo un numero imprecisato di figli, ma legittimandone solamente tre: Pier Luigi, Paolo e Costanza. Ama la vita mondana e le frivolezze, e anche da pontefice non vorrà rinunciare alle feste ed ai banchetti, alle commedie licenziose ed ai cantanti. Ma Paolo III prende anche seriamente il suo ruolo di capo della cristianità e si adopera per risanare i molti contrasti che la dividono e la sviliscono: lo fa fornendo costante sostegno agli ordini regolari, tra i quali spicca la Compagnia di Gesù di Ignazio de Loyola; istituendo nel 1542 la Santa Romana e Universale Inquisizione, con lo scopo di correggere le eresie, dapprima tribunale moderato e clemente in conformità con la natura dello stesso pontefice, trasformatosi poi in sinonimo di violenza e soprusi sotto Paolo IV; convocando nel 1545 il Concilio di Trento, di importanza senza precedenti per la confessione cristiana della quale ribadisce con fermezza i punti dogmatici, fissa la dottrina dei sacramenti e regola il conferimento dei benefici ecclesiastici. Cerca anche di restituire un nuovo volto, dopo il Sacco del 1527, alla città di Roma. Lo fa affidandosi all'architetto Antonio da Sangallo il Giovane - incaricato della fortificazione delle mura ed artefice delle Sale Paolina e Regia nel Palazzo Vaticano - e a Michelangelo, che porta a termine tre opere destinate a cambiare per sempre l'aspetto e la storia della città dei papi: completa gli affreschi della Cappella Sistina con il grandioso Giudizio Universale; restaura il Campidoglio con la sistemazione della Piazza e la collocazione al suo centro della statua equestre di Marco Aurelio; assume la direzione della Fabbrica di San Pietro, modificando tutti i precedenti progetti e delineando la struttura della basilica con la grandiosa cupola, che costituisce oggi uno dei segni distintivi del panorama cittadino, oltre che uno dei simboli della chiesa romana.


Tiziano Vecellio, Ritratto di Paolo III, 1534. Toledo, Museo della Cattedrale

Tiziano Vecellio, Ritratto di Paolo III, 1534.
Toledo, Museo della Cattedrale


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