Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Museo Nazionale di Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

  Il Castello e la sua storia >> Dal Rinascimento ai nostri giorni

PERIN DEL VAGA (PIERO DI GIOVANNI BONACCORSI, FIRENZE 1501 - ROMA, 1547)

Allievo del pittore artigiano Andrea De Ceri prima, e di Rodolfo del Ghirlandaio poi, giunge a Roma, dove, divenuto amico di Giulio Romano entra nella bottega di Raffaello, allora impegnata nella decorazione delle Logge Vaticane. Qui il giovane si distingue ben presto nell'esecuzione della decorazione a grottesche, ed alla sua mano sono attribuite le storie della decima, undicesima e dodicesima volta. Nel 1522, per sfuggire all'ennesima epidemia di peste che dilaga in Roma, si trasferisce a Firenze, dove la Compagnia dei Martiri di Camaldoli gli commissiona un ciclo di affreschi con le Storie dei Diecimila Martiri, tuttavia mai realizzato; allo spesso periodo do va ascritto il monocromo con Il Passaggio del Mar Rosso attualmente conservato presso la Galleria degli Uffizi.
Rientrato a Roma, su incarico di Clemente VII procede, insieme con Giovanni da Udine, nella decorazione della Sala dei Pontifici in Vaticano, già avviata nel 1521; contemporaneamente riprende i lavori nella Cappella Pucci [1524-27].
E' quindi attivo nella Cappella del Crocifisso in San Marcello, dove realizza gli affreschi della volta.
Nel 1528 si trasferisce a Genova e lavora alla decorazione di Palazzo Fassolo e Palazzo Doria del quale progetta anche la decorazione della facciata nord. Rientrato a Roma fino al 1529 è attivo nella Cappella Massimo a Trinità dei Monti che affresca con Storie della Vita di Cristo, oggi andati purtroppo perduti, ad eccezione della scena con la Resurrezione di Lazzaro, conservata presso il Victoria and Albert Museum di Londra.
Nella sua ultima attività romana progetta decorazioni complesse a stucco e a fresco alle quali collaborano gli artisti della sua bottega. A questo periodo appartengono gli affreschi realizzati in Castel Sant'Angelo, la decorazione dell'appartamento di Paolo III [Sala Paolina, Sale di Perseo, Amore e Psiche, 1544-47. Insieme a Siciolante, Tibaldi, Marco Pino ed altri] che costituirà un'opera fondamentale per gli sviluppi della pittura del Cinquecento tra Raffaello e Michelangelo.


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