Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

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LA 'CONGIURA' DEGLI UMANISTI: PLATINA E POMPONIO LETO

Nel panorama culturale della Roma quattrocentesca spicca la figura dell'umanista Giulio Pomponio Leto (1428 - 1498). Titolare della cattedra di Eloquenza, affidatagli da papa Paolo II, nel 1460 fonda nella sua casa la prima accademia cittadina, designata Accademia Romana ma anche, dal nome del suo fondatore Pomponiana. Vi aderiscono immediatamente numerosi letterati, tra i quali Marcantonio Colocci detto il Sabellico e Bartolomeo Sacchi detto Il Platina (1421 - 1481). Tra le numerose iniziative intraprese gli accademici romani, in vena di rievocazioni classiche, rinnovano alcune antiche festività latine, tra cui le cosiddette Palilie - celebrate dai pastori ogni 21 aprile in onore della dea Pale, perché facesse prosperare le loro greggi e indulgesse ai danni che questi avessero potuto recare ai boschi a lei sacri - con lo scopo di rievocare il natale di Roma. Le intenzioni degli intellettuali romani vengono fraintese, e gli accademici sono accusati di eresia e congiura contro lo Stato Pontificio. Nel 1486, su ordine di Paolo II, Pomponio Leto ed il Platina sono arrestati e tradotti in Castel Sant'Angelo. Dopo un anno dio prigionia e dopo alcune sedute di tortura per estorcere loro una confessione, ne viene accertata la sostanziale innocenza, i due umanisti sono liberati su ordine di Sisto IV. Nel 1471 l'Accademia viene ricostituita. Il Platina, su incarico di Sisto IV, è autore delle Vitae Pontificum, la prima raccolta di biografie dei papi redatta ufficialmente dalla Santa Sede; lo stesso pontefice lo nomina poi prefetto della Biblioteca Vaticana: l'incarico è immortalato dal pittore Melozzo da Forlì in un celeberrimo affresco oggi conservato nei Musei Vaticani.


Melozzo da Forlì, Sisto IV nomina Bartolomeo Platina bibliotecario, 1477. Pinacoteca vaticana

Melozzo da Forlì, Sisto IV nomina Bartolomeo Platina bibliotecario, 1477.
Pinacoteca vaticana


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