A Beatrice Cenci sono stati dedicati poesie, romanzi e perfino film, e la sua tragica vicenda non manca di esercitare ancora oggi il suo triste fascino. La giovane romana è figlia di Francesco Cenci, un nobile violento e dissoluto, che non risparmia umiliazioni e sevizie alla sua stessa famiglia. Esasperate dalle continue violenze dell'uomo, Beatrice e la sua matrigna Lucrezia Petroni - segregate da Francesco nella rocca di Petrella Salto presso Rieti - maturano la decisione di ucciderlo, simulando un incidente ed avvalendosi dell'aiuto del loro carceriere, divenuto nel frattempo l'amante di Beatrice. Francesco muore, ufficialmente per essere caduto da un balcone, ma sono in molti a dubitare dell'accidentalità del decesso e a gridare all'omicidio. Un'inchiesta conduce all'arresto di Lucrezia, di Beatrice e dei suoi tre fratelli, che, torturati, confessano l'omicidio. Il seguente, rapido processo si conclude con una sentenza di morte per i Cenci. Nel settembre del 1599 Beatrice viene decapitata sulla piazza di Ponte Sant'Angelo, sotto gli occhi di una moltitudine di romani commossi dal coraggio e dalla bellezza della giovane.
Elisabetta Sirani, presunto Ritratto di Beatrice Cenci. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica