La sala deve il nome al ciclo di affreschi dipinti sulla volta e raffiguranti episodi del mito di Apollo. Nel tondo al centro del soffitto sono raffigurate due tra le più notte sfide affrontate dal dio. La prima lo vede contrapposto al sileno Marsia, che, avendo raccolto un flauto gettato dalla dea Atena, rimane incantato dal suono dolce dello strumento, che giudica essere il più armonioso del mondo. Entusiasta, sfida Apollo a ricavare una simile armonia dalla sua lira ma esce sconfitto dalla tenzone; il dio, per vendetta, lo sospende ad un pino e lo scuoia vivo.
Meno cruento è l'esito dello scontro musicale con il dio Pan - raffigurato nel medesimo tondo. A farne le spese è l'avido re Mida che, in veste di giudice, assegna la vittoria a Pan: furente il dio delle Arti fa spuntare due vistose orecchie d'asino sul capo dell'avventato sovrano.
Richiami agli attributi di Apollo, dio delle arti, si ritrovano anche nelle lunette - affrescate con raffigurazioni delle sette arti liberali - e nei nove tempietti affrescati sulle pareti della sala che ospitano le Muse, le nove sorelle che presiedono al Pensiero e che accompagnano Apollo.
Sala di Apollo, particolare del soffitto affrescato con storie del dio Apollo