Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Museo Nazionale di Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

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PELLEGRINO TIBALDI (PURIA 1527 - MILANO 1596)

Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini, nasce a Puria in Valsolda nel 1527; compie a Bologna la propria formazione culturale come pittore - alla scuola del classicista Bagnacavallo - e come architetto, in un ambiente che risente delle novità portate al nord da Giulio Romano e dal Serlio.
Fondamentale è comunque, dal 1547 al 1549, il soggiorno romano che lo pone in contatto con l'opera dei manieristi e di Michelangelo, e i cui frutti sono evidenti nelle prime opere bolognesi in Palazzo Poggi e nella chiesa di San Giacomo Maggiore, rielaborazione intellettualistica, ironica e giocosa dei modi michelangioleschi. Doipo brevi e non meglio precisate esperienze al Ancona e Ravenna, Tibaldi si trasferisce in Lombardia, dove opererà per tutto il resto della sua vita. Decisivo per la sua affermazione è l'incontro con Carlo Borromeo, grazie al cui appoggio l'artista ottenne importanti commissioni: il Collegio Borromeo a Pavia (1564); Il cortile della Canonica degli Ordinari del Duomo (1565), la chiesa di S. Fedele (1569) - prototipo delle chiese controriformiste lombarde - il tempietto ottagonale di S. Carlo al Lazzaretto (1576-92) e la chiesa di S. Sebastiano (1577) a Milano.
Nominato architetto del Duomo di Milano (per il quale eseguì molti lavori, tra cui il battistero, 1567), Tibaldi svolge una vastissima attività professionale di progettista e consulente tecnico e conclude la sua carriera nuovamente come pittore, alla corte di Filippo II in Spagna (affreschi del chiostro e della biblioteca dell'Escorial, 1588-95).


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